aggiornamenti in otorinolaringoiatria


 

 

http://www.medicitalia.it/carmine.capasso

 

 

LE RADIOFREQUENZE IN ORL

 

Tecnologia  COBLATION (Cool Ablation)

COBLATION è un processo controllato che utilizza l’energia della radiofrequenza non per creare calore, bensì per eccitare gli elettroliti presenti in una soluzione conduttiva, come la soluzione salina, creando un campo di plasma focalizzato in un punto ben preciso (target).

    Le particelle ionizzate del plasma hanno sufficiente energia per rompere i legami delle molecole tissutali, causando una dissoluzione dei tessuti ad una temperatura particolarmente contenuta (tipicamente tra i 40° e i 70°C). Il risultato è una rimozione o riduzione volumetrica del tessuto target, con un danno minimo sui tessuti circostanti all’applicazione. Molti sistemi Coblation sono progettati anche per ottenere un’azione di emostasi, ovvero coagulazione e chiusura dei vasi sanguigni.

 

Il sistema Coblator II è composto da:

 

-Consolle

-Pedale taglio/emostasi

-Pompa

-Manipoli sterili monopaziente

 

QUALI SONO I VANTAGGI RISPETTO AI SISTEMI TRADIZIONALI

 

Temperature basse – Visto che la corrente di radiofrequenza non arriva direttamente sui tessuti durante il processo di Coblation, il riscaldamento dei tessuti è minimo.

La maggior parte del calore viene utilizzato nel campo di plasma o, in altre parole, per il processo di ionizzazione.

Saranno proprio questi ioni che bombarderanno i tessuti che incontrano, inducendo semplicemente la rottura dei legami molecolari e, quindi, la dissoluzione del tessuto.

 

TABELLA COMPARATIVA

 

 

Sistemi basati su COBLATION

 

Sistemi elettrochirurgici

convenzionali

 

Temperature

 

Da 40°C a 70°C

 

Più di 400°C

 

Profondità danno termico

 

Minima

 

Profonda

 

Effetto sui tessuti “target”

 

Rimozione delicata, dissoluzione

 

Rapido riscaldamento, carbonizzazione, bruciatura, taglio

 

Effetti sui tessuti circostanti

 

Minima dissoluzione 

 

Bruciatura e carbonizzazione non sotto controllo

La consolle Coblator II è in grado di gestire una vasta gamma di manipoli ciascuno dedicato a specifici interventi.

A seconda del tipo di intervento si hanno differenti manipoli per:

 

-Adenoidectomia e Tonsillectomia

 

-UPPP & CAUP (Coblation Assisted Upper Procedure)

 

-Roncopatia OSAS

 

-Riduzione dei turbinati

 

 

VANTAGGI NELLE PRINCIPALI APPLICAZIONI:

 

  • Ostruzione Nasale Cronica

 

La riduzione dei turbinati con Coblation può consentire un ritorno rapido

ad una respirazione regolare, nei pazienti adulti e pediatrici affetti da

ostruzione nasale cronica dovuta ad ipertrofia dei turbinati.

 A differenza della elettrochirurgia tradizionale e delle diverse tecniche a radiofrequenza che riscaldano eccessivamente i tessuti, gli elettrodi Coblation generano un campo di plasma attorno alla parte attiva distale, in grado di spezzare i legami molecolari e dissolvere i tessuti a valori termici relativamente contenuti. Tale immediata riduzione tissutale si combina con quella successiva che si produce durante la guarigione.

Il risultato è una tecnica sicura, minimamente invasiva e virtualmente indolore, in grado di risolvere l’ostruzione nasale con minima morbilità e senza alterare la struttura della mucosa nasale.

 
   
  • Trattamento della roncopatia

 

I trattamenti della roncopatia che impiegano Coblation comportano la       riduzione sottomucosa dei tessuti molli, quali quelli del palato e      dell’ugola, e sono progettati per diminuire l’incidenza del russamento      senza la sofferenza associata alla chirurgia tradizionale.

Il concetto di trattamento multilivello previsto con Coblation consente       di scegliere uno o più passi, atti al trattamento del paziente in     base alla    necessità clinica.

Gli interventi di norma richiedono meno di quindici minuti, possono   essere eseguiti senza ricovero e in anestesia locale, e i pazienti      sperimentano una significativa riduzione del russamento entro sei        settimane.

 

  • Altre possibili applicazioni chirurgiche sono:

 

-Papilloma laringeo

-Rete sopraglottica

-Laringomalacia

-Granuloma tracheale

-Difetti  congeniti linfatici e vascolari

 

BENEFICI DELLA COBLATION

 

  • Tecnica mininvasiva e penetrazione termica inferiore rispetto al laser
  • Il disegno avanzato della punta fornisce un accesso più semplice  alla commessura anteriore e alla rimozione delle lesioni sessili (piatte)
  • Ottima visibilità chirurgica
  • Curva d’apprendimento bassa
  • Semplice allestire la camera operatoria
  • Efficace nei costi
  • Più sicura del laser

·                    Aspirazione e coagulazione integrate

 

INFO:        Dr. Carmine Capasso

                Spec. in Otorinolaringoiatria

                Tel. 3343195300

PREVENZIONE IN OTORINOLARINGOIATRIA: VISITA ORL 50 EURO

N.B. ALLEGARE QUESTO ARTICOLO PER USUFRUIRE DI TALE AGEVOLAZIONE


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ARTICOLO DEL MESE


ARTICOLO DEL MESE

 

IL NASO CHIUSO Allergie, sinusiti, “danni da gocce nasali”, deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati..

 

OGGI IL LASER PUÒ RISOLVERE IL PROBLEMA! Una sola seduta e sarete liberati dai vostri disturbi!

Le persone che soffrono in modo cronico di “naso chiuso” sono sempre più numerose, soprattutto nelle città, a causa dell’inquinamento atmosferico e dell’aumento delle riniti allergiche. I fumatori sono, in modo particolare, più esposti. Questa forma morbosa, detta rinite ostruttiva, è caratterizzata da un gonfiore permanente della mucosa nasale che riveste alcune “organi” situati dentro alle fosse nasali dette “turbinati”.

Essi sono tre “sporgenze ossee” situate in ogni fossa nasale e sono formati da una piccola “lamina” di osso ricoperta da mucosa. Le allergie nasali, le infezioni ripetute, l’inalazione abituale di alcune sostanze negli ambienti di lavoro, il fumo e l’utilizzo reiterato di alcune gocce e spray nasali (vasocostrittori) determinano uno stato infiammatorio cronico che causa un notevole aumento di volume dei turbinati (ipertrofia dei turbinati). La mucosa che li riveste si ipertrofizza: “si gonfia”.

I sintomi, che vengono accentuati da variazioni climatico–ambientali (cambi di stagione, cambiamenti di temperatura e di umidità dell’aria), sono caratterizzati da:

senso di ostruzione respiratoria nasale, scolo di secrezioni di muco dal naso verso la gola, mal di testa, secchezza della bocca, alito cattivo, alterazioni dell’odorato, tonsilliti recidivanti e talvolta sinusiti a ripetizioni. Quando la rinite non risponde più ai trattamenti locali (spray a base di cortisone e/o antiallergici) l’unica soluzione è quella di eliminare, con un intervento chirurgico, la mucosa che ostruisce il passaggio dell’aria riducendo il volume dei turbinati.

Per fare questo, sino ad oggi, sono stati eseguiti interventi chirurgici in anestesia generale con ricovero ospedaliero di 3/4 giorni, talvolta con qualche disagio per i pazienti dovuto alla necessità di eseguire un tamponamento nasale per evitare possibili emorragie. Gli interventi “tradizionali” eseguiti per risolvere il problema sono:

– L’intervento di turbinectomia parziale
– L’intervento di decongestione sottomucosa

Una validissima alternativa agli interventi  tradizionali è rappresentata oggi dalla LASER CHIRURGIA; tecnica molto moderna eseguita anche in Italia da 3-4 anni.

Il raggio laser “vaporizza” lo spessore dei turbinati ipertrofici lasciando integra la superficie della mucosa.

I turbinati trattati con questa tecnica mantengono del tutto invariate le loro funzioni: filtrazione, riscaldamento ed umidificazione dell’aria inspirata.

Il Laser

La radiazione luminosa emessa dal laser interagisce in modo molto particolare con i tessuti del nostro corpo.

L’energia del Laser è assorbita dai  tessuti e trasformata in calore; si genera così una coagulazione delle proteine tissutali,  che determina una cicatrizzazione dei vasi  sanguigni ed una vaporizzazione dell’acqua intra ed  extra cellulare.

Il  processo  genera una distruzione del tessuto, ma  le conseguenze sono sensibilmente inferiori a  quelle provocate da  altre  manovre chirurgiche.

Per questo motivo la cicatrizzazione avviene  in tempi più brevi ed in modo  del  tutto affidabile; i minori danni al tessuto  creano minor dolore e non esistono praticamente rischi di fenomeni emorragici.

Il decorso  post-operatorio del paziente che si sottopone ad interventi di Laser chirurgia è, quindi,  decisamente  più agevole rispetto a quello di interventi  eseguiti con altre metodologie.

Una tecnica semplice e rapida!

Da poco tempo l’asportazione della mucosa può essere effettuata con laser , a diodi (dell’ultima generazione) con una semplice anestesia locale di contatto (senza iniezioni).

Una sola seduta di cinque minuti per ogni narice è sufficiente per “liberare” istantaneamente il naso:

  • Si applicano nelle fosse nasali del paziente delle piccole falde di cotone imbevute di farmaco anestetico che vengono rimosse dopo circa venti minuti;
  • Si inserisce la fibra laser al di sotto della mucosa dei turbinati e si emette l’impulso luminoso retraendo delicatamente la fibra. (L’acqua contenuta nelle cellule del turbinato “vaporizza” causando una immediata e netta riduzione dimensionale dello stesso);
  • Si applica una medicazione antibiotica che viene rimossa dopo alcune ore;
  • Dopo 1 ora circa dal trattamento si dimette il paziente;
  • Si eseguono nei 7 giorni successivi, 1-2 medicazioni ambulatoriali.

    Durante e dopo la seduta laser, che avviene ambulatoriamente senza ricovero, i pazienti non sentono alcun dolore, non è necessario praticare il fastidioso tamponamento nasale, non esistono emorragie ed è possibile riprendere la propria attività lavorativa immediatamente.

    I brillanti risultati di questa nuova tecnica sono stati presentati all’ultimo congresso della società Francese di otorinolaringoiatria dal Prof.Yves Victor Kamami di Parigi.

    Negli ultimi anni più di 3000 casi sono stati trattati in questo modo in Francia; e più di 30.000 casi negli Stati Uniti.

    In base ai risultati dei controlli a distanza, si può con certezza affermare che l’efficacia è del tutto affidabile. Analogamente a quanto avviene per la chirurgia tradizionale (non laser), i risultati si mantengono per almeno dieci anni.

    In caso di recidive (rarissime in letteratura e nella nostra esperienza) sarà comunque sempre possibile ripetere il trattamento laser.

Con la Laser chirurgia possono essere anche agevolmente trattati i polipi nasali, le tonsille, le deviazioni anteriori del setto nasale e i casi di russamento abituale (roncopatia).

Tinnitus: that annoying buzz!  ACUFENI: QUEL FASTIDIOSO RONZIO!

Tinnitus are a frequent pathology that affects equally both sexes, all ages and recognizes various causes: the most frequent post-traumatic (head injury and acoustic trauma), vascular, viral.

Classic is the distinction between subjective tinnitus (perceived only by the subject) and objective (received for outside: showers joints).

A special mention deserves the TRT.

“The individual suffering from chronic tinnitus may find temporary relief from the enrichment environmental noise, through which the brain can distract you from hearing tinnitus. A combination of enrichment and bland sound psychological therapy known as Tinnitus Retraining Therapy TRT English Therapy (literally dall’acufene rehabilitation therapy) is widely practiced and, if not actually cure the tinnitus, many people report that, thanks to TRT, tinnitus is much less troublesome and easier to ignore. The TRT requires a period of 12-18 months for its full swing and enrichment can be done with sound environmental sound generators, sound generators or those with particular personal hearing in the case of even mild hearing loss.

 

Gli acufeni costituiscono una patologia frequente che interessa indifferentemente i due sessi, tutte le età e riconosce varie cause: le più frequenti sono post-traumatiche (trauma cranico e trauma acustico), vascolari, virali.

Classica è la distinzione fra acufeni soggettivi (percepiti solo dal soggetto) e oggettivi (percepiti anche all’esterno: scrosci articolari).

Un cenno a parte merita il TRT.

“L’individuo affetto da acufene cronico può trovare temporaneo sollievo dall’arricchimento sonoro ambientale, grazie al quale può distrarre il cervello dall’ascolto dell’acufene. Una combinazione di arricchimento sonoro e blanda terapia psicologica nota come terapia TRT dall’inglese Tinnitus Retraining Therapy (letteralmente terapia di riabilitazione dall’acufene) viene ampiamente praticata e, anche se non cura realmente l’acufene, molte persone segnalano che, grazie alla TRT, l’acufene diventa molto meno fastidioso e più facile da ignorare. La TRT richiede un periodo di 12-18 mesi per il suo pieno svolgimento e l’arricchimento sonoro può essere effettuato con generatori sonori ambientali, generatori sonori personali o con particolari apparecchi acustici in caso di perdita dell’udito anche lieve (tratto da Wikipedia)”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Acufene

Carmine Capasso

 

SNORING? NO! THANKS!
· What is snoring?
• Sound created by the vibration of the tissues in the area
back of the throat and nose, resulting in a important
difficulty breathing at night
• 80% of cases, the soft palate is the primary factor
contributes to the problem
– The tissues vibrate include:
• nasal airways
• uvula
• Tonsils
• Adenoids
For the treatment of snoring due to laxity of the soft palate, that is when other causes are secondary, you have a new innovative treatment known as PILLAR PALATAL SYSTEM OR PILLAR PROCEDURE.

 

· RUSSAMENTO? NO! GRAZIE!
· Cos’è il russamento?
• Suono creato dalla vibrazione dei tessuti della zona
posteriore della gola e del naso che determina una importante
difficoltà di respirazione notturna
• Nell’80% dei casi, il palato molle è il primo fattore che
contribuisce al problema
– I tessuti che vibrano includono:
• Vie aeree nasali
• Ugola
• Tonsille
• Adenoidi
Per il trattamento della roncopatia legata ad una lassità del palato molle, quando cioè le altre cause risultano secondarie, è in arrivo un nuovo innovativo trattamento noto come PROCEDURA PILLAR O IMPIANTO PALATALE PILLAR.
  • Ci sono alcuni argomenti che vorrei affrontare come Medico Specialista in Otorinolaringoiatria: in primo luogo l’abuso o eccessiva richiesta allo specialista di rinoplastica (spesso è un business!). Quello che è consigliabile è una rinosettoplastica FUNZIONALE! cioè un trattamento chirurgico che ci aiuta a respirare meglio e migliora ANCHE il profilo estetico; in secondo luogo un accenno all’uso di sostanze stupefacenti nei giovani: per la cocaina la distruzione delle strutture nasali (danno irreversibile!), per la cannabis disturbi uditivi anche gravi; in terzo luogo, per chi ama il canto, sottoponetevi ad una visita foniatrica, perchè anche in presenza di un grande talento artistico, una cattiva impostazione della voce porta ai noduli delle corde vocali e alla fine di una GRANDE CARRIERA!; per concludere, per quelli di mezza età, come me, non preoccupatevi se ogni tanto in certe posizioni della testa compaiono delle fastidiose vertigini, rapide ed intense: spesso si tratta di VERTIGINI POSIZIONALI PAROSSISTICHE BENIGNE, e con qualche manovra vanno a posto.
    Dr. Carmine Capasso
  • per informazioni:
    carmine.capasso@fastwebnet.it
  • http://www.medicitalia.it/carmine.capasso
  • Carmine Capasso
    meeting between Art and Medicine
    01/11/2008 | updates in otorhinolaryngology
    There are some subjects that I would face as Medical Specialist in ENT: first the abuse or excessive specialist at the request of Rhinoplasty (often a business!). What we recommend is a rinosettoplastica FUNCTIONAL! that is, a surgical treatment that helps us breathe better and also improves the aesthetic and secondly hints to the use of drugs among young people: for cocaine destruction of nasal structures (irreversible damage!), for cannabis auditory disorders too serious, and thirdly, if you love the song, Have a visit Foniatria (study of voice), because even in the presence of a great artistic talent, setting a bad voice brings to vocal cord nodules and at the end of a GREAT CAREER!; for Finally, for those middle-aged, like me, do not worry if every once in certain positions of the head of troublesome appear dizziness, rapid and intense: they are often dizzy paroxysmal positional benign, and with some maneuvering to be the place.
    Dr. Carmine Capasso
    For information:
    carmine.capasso @ fastwebnet.it
    22:02 Written by: In speedycarmine60 blog life | Permanent Link | Comments (0) | | Tags: rinosettoplastica, vocal cord nodules, positional vertigo | OKNOtizie

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· LA PRESBIACUSIA

· La presbiacusia rientra nel capitolo delle labirintosi nell’adulto, cioè nelle patologie degenerative dell’orecchio interno. Per presbiacusia si intende una ipoacusia neurosensoriale di frequente osservazione in entrambi i sessi, con maggiore frequenza nel sesso maschile, in età avanzata, più evidente dopo il 60° anno di età, ma che può osservarsi nelle fasi iniziali già dopo i 30 anni (Alajmo1995).

  • L’uomo è costantemente affetto da un indebolimento progressivo dell’organo e quindi del senso dell’udito. Patologie come il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, il tabagismo, l’alcolismo, l’arteriosclerosi, lo stress, le turbe del metabolismo (ipercolesterolemie) sono cause che conducono ad un invecchiamento dell’organismo. Tra queste notevole è il ruolo rivestito dal RUMORE: differenze significative esistono tra le popolazioni che vivono in aree a tasso di industrializzazione elevato rispetto alle popolazioni che vivono in campagna, valutate in soggetti di pari età. Il rumore è la causa d’invalidità professionale per molti lavoratori dell’industria (rumori dell’ambiente di vita o SOCIOACUSIA).
  • Il numero delle cellule presenti alla nascita, costituenti l’organo di Corti, tende progressivamente a diminuire (Rossi, 1994). Questa diminuzione di cellule avviene dopo la nascita nel giro basale della coclea e si associa ad una riduzione delle fibre nervose, con una conseguente riduzione del campo tonale udibile dopo il 10° anno d’età. Questa particolare senescenza deriva dal fatto che sia durante la veglia che durante il sonno, l’organo del Corti è sottoposto a sollecitazioni e la conseguenza funzionale prende il nome di PRESBIACUSIA, ed è l’espressione di un processo d’invecchiamento che interessa tutti gli organi di senso.
  • La presbiacusia si instaura e progredisce lentamente ed è dovuta all’interessamento di ogni settore dell’apparato uditivo, DALLA MEMBRANA DEL TIMPANO SINO ALLE AREE CORTICALI PRIMARIE  E SECONDARIE DEL LOBO TEMPORALE (AREE DI BRODMAN). Il processo d’invecchiamento che caratterizza la presbiacusia interessa vari processi:a) ispessimento della membrana del timpano e fenomeni degenerativi nelle articolazioni ossiculari che si traducono in aumento d’impedenza del sistema timpano-ossiculare; b) perdita di elasticità della membrana basilare da ispessimenti primitivi e da formazioni di depositi calcarei; c) degenerazione delle cellule dell’organo di Corti e del ganglio di Corti oppure associata ad una atrofia della stria vascolare o a processi di compressione delle fibre nervose per processi di iperostosi delle pareti del meato acustico interno; d) riduzione numerica delle cellule dei nuclei della via nervosa acustica centrale; e) riduzione numerica delle cellule delle aree acustiche corticali primarie e secondarie.
    La presbiacusia è quindi un fenomeno estremamente complesso che lentamente conduce ad un deficit sensoriale di tipo quantitativo e di tipo qualitativo: il primo legato alla riduzione quantitativa delle strutture che portano informazioni acustiche alle aree della corteccia, il secondo legato ai fenomeni regressivi a carico delle aree cerebrali, cui spetta il compito di decodificare, analizzare, elaborare, interpretare le informazioni ricevute. Il deficit quantitativo comporta la difficoltà nel percepire i suoni acuti, quello qualitativo la difficoltà nel comprendere i messaggi verbali, che possono essere compresi solo quando i centri lavorano in condizioni ottimali, cioè quando l’informazione non è inquinata da altre informazioni presentate contemporaneamente (più persone che parlano rendono difficile l’ascolto selettivo, cosiddetto fenomeno del cocktail-party: il presbiacusico sente meglio in genere le frequenze gravi, pertanto l’anziano risente maggiormente l’effetto mascherante del rumore ambientale) oppure in presenza di altre componenti (lettura labiale). Dal punto di vista audiometrico, intentendendo riferirci alle tecniche di audiometria tonale liminare e audiometria vocale,   la presbiacusia può presentare quattro diversi profili in rapporto al prevalere degli elementi patogenetici che la sostengono. 1) LA PRESBIACUSIA NEUROSENSORIALE: è la più frequente e caratteristica ed è caratterizzata da alterazioni regressive che interessano tutte le strutture membranose del condotto cocleare e che dalla base procedono verso l’elicotrema, con scomparsa dei corrispondenti neuroni del ganglio spirale (recruitment assente, tone decay test normale). 2) LA PRESBIACUSIA MECCANICA: comporta un irrigidimento della membrana basilare o una alterazione della sua meccanica per alterazioni regressive. 3) LA PRESBIACUSIA NEURALE: atrofia neurale per compressione delle fibre del nervo acustico per alterazioni iperostotiche del modiolo, con conseguente diminuzione del numero delle cellule del Sistema Nervoso Centrale, processo che inizia precocemente in età giovanile. 4) LA PRESBIACUSIA METABOLICA: per modificazioni dei processi metabolici a carico della stria vascolare. La presbiacusia è spesso accompagnata da ACUFENI , cioè rumori  a tonalità acuta con una ipoacusia di tipo recettivo sui suoni acuti ed è, nelle forme neurosensoriali, una curva in graduale discesa, con aumento di soglia inizialmente per le frequenze acute, successivamente per quelle intermedie e gravi. I deficit selettivi sec. Matshke si riferiscono inizialmente al di sopra dei 2000 Hz, per perdita delle cellule acustiche esterne ed è più evidente dopo i 60 anni d’età; sec. Belal la presbiacusia non è un evento strettamente correlato con l’età, potendo sussistere l’età avanzata e un quadro di normoacusia ed è importante approfondire i procedimenti diagnostici relativi alle forme neurosensoriali che si presentano asimmetriche, potendo ipotizzare patologie a carico dell’orecchio interno (otosclerosi cocleare, malattia di Meniére o tumori del nervo acustico. L’igiene di vita ed alimentare, associato alla riduzione delle concomitanti cause di senescenza, possono costituire un efficace mezzo per ridurre il processo d’invecchiamento dell’udito e ritardare l’epoca d’insorgenza della senescenza. L’unico aiuto al paziente presbiacusico è costituito dalla protesi acustica, meglio se bilaterale: i risultati sono di solito inferiori rispetto ai soggetti giovani con analoga perdita uditiva e la ragione è nel deficit acustico centrale, che rende difficile l’intelligibilità del messaggio verbale. Ma, se la correzione protesica è ben fatta ed è binaurale  ed il soggetto è ben addestrato, i vantaggi sono evidenti. Possiamo in conclusione affermare con Solomon, che la possibilità di comunicare riveste un’importanza fondamentale per l’autonomia di una persona, la possibilità di poter interagire con il mondo esterno e di essere felici.
  • Dr. Carmine Capasso
  • ALZHEIMER E MANIFESTAZIONI OTORINOLARINGOIATRICHE
  • Premesso che Alzheimer significa demenza presenile (< a 65 anni) con un quadro anatomo-patologico di atrofia cortico-sottocorticale diffusa (grande perdita di neuroni – oltre il 55%) (Lodovico Bergamini, Manuale di Neurologia Clinica), interessante non meno di 50.000 persone in Italia (Progetto Cronos – Protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico a cura del Ministero della Sanità) di sesso prevalentemente femminile.
  • Nella suddivisione in stadi clinici, al II stadio si osservano sintomi verbali paleocinetici: logoclonia (ripetizione iterativa ed esplosiva di sillabe), palilalia (ripetizione di parole dette), ecolalia (ripetizione di parole udite). Tali sintomi interessano lo specialista otorinolaringoiatra che inquadra tali disturbi della comunicazione verbale nell’ambito delle turbe comunicative degli oligofrenici, intese come demenziali (Alzheimer, multinfartuali, ecc.) (Catalogo Nosologico Foniatrico-Logopedico – Oskar Shindler, www.oskarschindler.it).
  • Al momento attuale, pochi trattamenti si sono rivelati utili a migliorare la progressione naturale delle patologie neurodegenerative in particolare del Morbo di Alzheimer, per la mancanza di una adeguata conoscenza dei meccanismi molecolari che determinano la vulnerabilità neuronale selettiva (Dr. Alessio Cardinale, IRCCS,San Raffaele Pisana, Studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base della morte neuronale nelle patologie neurodegenerative).
  • Nella pratica clinica dello specialista ORL, il paziente affetto da Morbo di Alzheimer, presenta spesso due problemi: la difficoltà nella protesizzazione acustica nel paziente affetto da presbiacusia o comunque da deficit uditivi gravi: ciò accentua l’isolamento sociale del paziente affetto da tale patologia (si pensi non solo alla possibilità di esperire esami audiometrici adeguati e ad un corretto uso della protesi acustica) e, oltre ai disturbi di comunicazione, si pensi ai problemi connessi alla deglutizione: spesso tali pazienti assumono alimenti in maniera inopportuna per quantità e dimensione con ostruzione delle alte vie respiratorie (ostruzione delle VADS – vie aereo-digestive) (Valutazione funzionale- Autonomia nelle attività strumentali nella vita quotidiana –IADL).
  • Le unità di valutazione dovranno prevedere, in un protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento nel paziente affetto da Morbo di Alzheimer, oltre alle già collaudate esperienze delle unità funzionali basate sul coordinamento delle competenze neurologiche , psichiatriche, internistiche e geriatriche anche della collaborazione dello specialista otorinolaringoiatra.
  • Dr. Carmine Capasso
  • LE VERTIGINI·

Premetto che è consultabile il sito “PROGETTO VERTIGO”·http://www.progettovertigo.com: tale sito fornisce informazioni dettagliate ed aggiornate sulle VERTIGINI.
Nella valutazione del paziente vertiginoso, il primo elemento è la raccolta dell’anamnesi: è una vertigine soggettiva (falsa sensazione di rotazione degli oggetti: mi sento girare la testa) oppure è una vertigine oggettiva (vedo girare gli oggetti, mi sento cadere di lato, mi giro nel letto e vedo girare gli oggetti). La vertigine centrale è soggettiva ed è spesso associata a lipotimia, ha carattere occasionale imprevedibile. La vertigine oggettiva è periferica cd. armonica: presenta caratteri precisi, associata e/o ad acufeni, e/o a ipoacusia, lateropulsione, mai associata a lipotimia.
Entrambe le vertigini possono associarsi a sintomatologia neurovegetativa (nausea o vomito), le periferiche prediligono il riposo al letto e al buio, durano ore o giorni (labirintiti acute associate a sintomi cocleari, neuroniti non associate a sintomi cocleari).
All’esame obiettivo, si ricerca il Ny (nistagmo), movimento coniugato dei bulbi oculari sul piano orizzontale (vert. periferiche), verticale (vert. centrali). Il Ny è il primo segno che compare nella vertigine e l’ultimo a scomparire. Successivamente, ricerca del Romberg: paziente in piedi ad occhi chiusi: polidirezionale ad ampie scosse (vert. centrali), lateropulsione (vert. periferiche); prova delle braccia tese (deviazione laterale delle braccia nelle v. perif.); Babinsky o cammino a stella: far camminare avanti e indietro il paziente ad occhi chiusi: patologia vestibolare con iporeflessia vestibolare destra, quando il paziente procede in avanti, devia a destra, quando retrocede, apparentemente devia a sinistra, fino ad incrociare a 90° il percorso iniziale (ricerca dei segni vestibolari spontanei abnormi in atto).
Ricerca del Ny con prove o manovre di posizionamento: HEAD SHAKING TEST (afferrare la testa del paziente e muoverla rapidamente in senso latero-laterale per 20 volte), evidenzia un Ny latente, cioè una pregressa, recente patologia periferica vestibolare; manovra diagnostica di SEMONT: paziente seduto sul lettino da visita, gambe penzoloni, braccia incrociate, l’esaminatore afferra la testa del paziente e, in maniera consensuale con il collo e il tronco, accompagna il paziente sul decubito dove viena riferita la vertigine posizionale (vertigine di breve durata con latenza di 10 sec. e durata complessiva compresa tra 20 e 40 sec.), attendendo almeno 10 sec. (contando con il paziente 1001, 1002,…) e passando alla posizione seduta iniziale e successivamente al decubito controlaterale: se il paziente non ha alcuna vertigine, si può passare alle indagini strumentali, altrimenti se la vertigine è presente con sintomi neurovegetativi intensi (sudorazione profusa e/o nausea e/o vomito), passare, dopo che la vertigine è terminata, al decubito controlaterale in maniera rapida e decisa (MANOVRA LIBERATORIA DI SEMONT). Molte VERTIGINI POSIZIONALI PAROSSISTICHE BENIGNE, “guariscono” nella prima seduta, altrimenti si ripete dopo 10 giorni, con ginnastica vestibolare domiciliare (stessi esercizi al mattino a digiuno, come TUTTE LE MANOVRE VESTIBOLARI!). Nella valutazione specialistica, secondo i centri, si eseguono PROVE TERMICHE VESTIBOLARI, TEST DI INSEGUIMENTO VISIVO (PURSUIT SINUSOIDALE, SACCADICO), VEMPS (POTENZIALI VESTIBOLARI) e per completamento diagnostico, ESAME AUDIO-IMPEDENZOMETRICO (VALUTAZIONE COCLEARE) E RM ENCEFALO + ORECCHIO INTERNO, CONDOTTI UDITIVI INTERNI E ANGOLO PONTO-CEREBELLARE CON M.D.C..

Dr. Carmine Capasso·

  • L’ARCIERE NERVOSO
  • Da “Messaggio di un aquila che si crede un pollo” di A. De Mello.

    “C’è un bellissimo detto di Tranxu, grande saggio cinese, che mi sono preso la briga di imparare a memoria. Dice: < Quando l’arciere tira senza ambire a un premio particolare, ha tutte le sue capacità; quando tira per vincere una fibbia d’ottone, è già nervoso; quando tira per un trofeo dorato, diventa cieco, vede due bersagli, e perde la testa. Le sue capacità non sono andate perdute, ma il premio lo turba. Per lui è importante! Pensa più a vincere che a tirare, e il bisogno di vincere gli toglie la sua abilità >. Non vi sembra l’immagine della maggior parte delle persone? Quando non si vive in funzione di qualcosa, si conserva tutta la propria capacità, la propria energia, e si è rilassati perché non importa che si vinca o si perda.

  • LARINGITE DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO
  • L’esperienza giornaliera, evidenced based, mostra un sensibile incremento della patologia da reflusso gastro-esofageo: molti disturbi acido-correlato, a livello laringeo, venivano etichettati come “globo isterico” e trattati di conseguenza con spasmolitici ed ansiolitici! molti granulomi cordali posteriori venivano operati in microlaringoscopia numerose volte e puntualmente recidivavano. La tosse frequente, soprattutto post-prandiale e notturna venivano classificate come allergiche o “nervose”. Attualmente, una corretta anamnesi, una valutazione orl completa (esame naso.fibrolaringoscopico) potra’ evidenziare una laringite da reflusso gastro-esofagea suddivisa in 4 stadi: a) iperemia e tumefazione mucosa interaritenoidea posteriore; b) a + iperemia delle corde vocali vere; c)a+b+ granuloma cordale posteriore di 1-2 mm di diametro; d) a+b+c+ granuloma interessante l’intera corda vocale con carattere dispneizzante. Terapia medica con pantoprazolo da 40 mg/die o 80 mg/die (PPI: proton pump inhibitors) secondo la gravita’ della patologia, con una durata minima del trattamento di 60 gg, media 6 mesi, a tempo indeterminato in presenza di esofago di Barrett. Indispensabile la valutazione del gastroenterologo nello stadio “c” e “d” o per trattamenti con pantoprazolo superiori ai 60 gg.: i gastroenterologi consigliano una egds con biopsia dopo i 40 anni e in presenza di recidive della sintomatologia dopo sospensione della terapia. utile UBT (urea breath test). Poco utile sec. i gastroenterologi. la ph-metria gastroesofagea tradizionale e la check dual probe (due sensori: uno a livello crico-esofageo e l’altro a livello gastro-esofageo), considerata metodica indaginosa e oltremodo scomoda per il paziente. Per approfondimenti: “Studio multicentrico: correlazione clinico-statistica tra dati clinici e rilievi strumentali nel reflusso laringofaringeo: proposta di un nuovo criterio di classificazione del reflusso in ORL” C.A. Leone, F. Mosca – Dipartimento di ORL, Ospedale Monaldi, Napoli – ACTA OTORHINOLAYNGOLOGICA ITALICA 26,264-270, 2006
  • Dr. Carmine Capasso
  • SLEEP APNEA SYNDROME
  • Argomento molto attuale e’ la sleep apnea syndrome: patologia che interessa sia l’eta’ pediatrica che l’eta’ adulta, non presenta differenze per sesso, e’ strettamente correlata all’obesita’ e a cause ostruttive (iperplasia adeno-tonsillare, deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati). il follow up del paziente prevede un esame polisonnografico, un esame nasofibrolaringoscopico, valutazione neurologica, valutazione internistica e dietologica. interventi proposti: adeno-tonsillectomia, uvulo-palato-faringoplastica, settoplastica e turbinoplastica; alternativa chirurgica è la CPAP (Continous Positive Airway Pressure), che fornisce una pressione positiva costante rispetto alla pressione atmosferica.
  • (Vedi  http://it.wikipedia.org/wiki/CPAP).
  • Dr. Carmine Capasso
  • TECNICA DI CANTO
  • Quando si canta, e si canta con la testa, non solo con il cuore, bisogna conoscere alcuni elementi di anatomia della laringe, conoscere la respirazione diaframmatica e costo-diaframmatica, comprendere come la faccia, con la cavità nasale e paranasale, il cavo orale, il faringe costituiscano le cavità di risonanza: se il talento è misterioso lo studio del canto segue alcuni parametri funzionali-anatomici ampiamente conosciuti, che si integrano con conoscenze musicali (feed-back voce-ascolto della propria voce) che consentono di capire se il suono risuona correttamente ed è intonato. Il maestro di canto diventa un consulente insieme al foniatra sulle possibilità vocali individuali: il maestro non sostituisce l’allievo e non sopperisce alla mancanza di talento.
  • Dr. Carmine Capasso

Convegno ENS Treviso

 

La Lingua dei Segni è un diritto dei sordi

Successo di pubblico al Convegno sul bilinguismo
organizzato dall’ENS di Treviso

FOTOGALLERY E MEDIA SITE CONVEGNO: Link
VIDEO HD PER EMITTENTI TV: Link

 

 

 

TREVISO, 16 ottobre 2010 – La sordità è un handicap invisibile, ma non per questo meno reale. Eppure ci sono modi e strumenti diversi per intervenire, senza soluzioni a senso unico, mettendo al centro la persona e la sua identità, per dargli la possibilità di comunicare pienamente e di trovare una vera integrazione. Di questo si è parlato oggi a Treviso al Convegno “I sordi tra lingua e identità: percorsi di bilinguismo”, organizzato dalla sezione provinciale dell’ENS (l’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi), che di fronte una platea attenta e numerosa, oltre 200 persone, ha visto la partecipazione di studiosi e operatori di livello internazionale. Sullo sfondo del convegno la questione del riconoscimento giuridico della Lis (Lingua italiana dei segni), che proprio ieri sembra essersi sbloccata, dopo la manifestazione organizzata a livello nazionale. A quanto pare il disegno di legge dovrebbe riprendere il suo cammino e arrivare presto in aula. Sarebbe questo un traguardo importante, spiega il presidente dell’Ens di Treviso, Carlo Righetto, perché imporrebbe  finalmente l’uso di questa lingua in tutti quei casi in cui un sordo può trovarsi in difficoltà, per esempio  sportelli pubblici, trasporti o ospedali.  Si tratta poi di un riconoscimento simbolico importante, che darebbe finalmente valore legale a quella che è a tutti gli effetti una lingua, come hanno spiegato molti dei relatori del convegno. “Qui non stiamo parlando di una stramberia inventata per sfizio da un linguista, stiamo parlando di comunicare per vivere”, ha sottolineato Righetto.

 

aggiornamenti in otorinolaringoiatriaultima modifica: 2012-03-10T01:03:01+00:00da speedycarmine60
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